Shezanne scostò i tendaggi e scrutò il cielo temporalesco che gravava sulle colline.
Una nuvolosità che si accordava perfettamente con il suo stato d'animo.
Rifiutare di presentarsi alla Vicaria era stato impensabile, anche se toglieva tempo prezioso alle sue ultime prove, prima del concerto che si sarebbe svolto quella sera.
Si guardò i polpastrelli che avevano pizzicato le corde del suo amato violino per ore, quella mattina.
Giunto il momento del pranzo, aveva dovuto arrendersi a riporlo, con la certezza di non poterlo riprendere in mano prima della metà del pomeriggio.
Andrà tutto bene, si ripeté.
Non era la paura di suonare male che l'agitava così tanto sin dal risveglio. O meglio, non era quella, principalmente.
Il suo timore era tutto per l'indomani, quando avrebbe dovuto comunicare la sua decisione. Si trattava di una decisione che le spettava solo formalmente, come mera scelta tra due alternative che erano state poste per lei da chi l'aveva affidata - ancora neonata - alle cure della servitrice di Casa Eglantine.
Una bambina in una cesta, le gote arrossate dal freddo, una pergamena posata sulla copertina.
" Shezanne...Cuore mio, non hai sentito? La Madre Vicaria ti ha chiamata. "
Alzò lo sguardo e annuì alla damigella, scusandosi con un sorriso. " Vado subito. "
Quando entrò nel salotto dove Madame Benòt attendeva, non fu sorpresa di trovarla in compagnia.
Senza soffermarsi sul volto dell'ospite, andò a inchinarsi su uno dei cuscini da genuflessione.
" Domando scusa per il ritardo, Madre. "
" Siediti su una sedia, Shezanne. Ti sei guadagnata questo e altro. "
Shezanne si alzò e raggiunse la seduta, con un cenno all'uomo che la guardava con fare assorto.
" Spero che intendiate restare per presenziare al concerto da camera, Monsieur Thierri. Shezanne saprà incantarvi, con la sua musica " disse Madame Benòt, carezzando i riccioli color miele della giovane.
" Lo farò certamente, con molto piacere. "
" Shezanne, non ti ho convocato per avere la tua risposta prima del tempo. Tuttavia, il motivo di questo incontro riguarda la tua decisione, in un certo senso. Ti offre una terza strada da percorrere, nella quale si potrebbero realizzare le volontà dei tuoi genitori. "
Shezanne attese, concentrando lo sguardo sulla pacata severità della Vicaria, ben consapevole di essere osservata dal suo ospite.
Era un uomo giovane, molto compito. Molto diverso dal volto che si era immaginata dopo aver sentito a lungo parlare di lui. Gli adepti di Casa Eglantine erano noti per le loro virtù artistiche, non di meno per la frivolezza di cui erano capaci.
Sulla bellezza di Monsieur Thierrì, non avevano esagerato. Aveva capelli bruni, lunghi fino alle spalle, occhi di un caldo color castano. Il suo modo di scrutarla non era indecoroso, ma non mancò di infonderle un sottile disagio.
Anche la sua presenza lì era legata al motivo della sua convocazione, Shezanne ne era sicura.
Perchè?
" Shezanne, tu sai bene che la scelta se intraprendere il servizio a Naamah spetta unicamente a te. Saremmo lieti di ospitarti per altri cento anni, a Casa Eglantine. L'hai onorata e continui a farlo con il tuo comportamento e con il tuo talento. La richiesta che ha fatto questo mio ospite alla Casa ha però tracciato un'altra via possibile.
Monsieur Thierrì ha fatto richiesta di una adepta della nostra Casa, una giovane talentuosa che possa rispondere ad alcune sue precise esigenze. Io ho pensato a te. "
Shezanne annuì, nascondendo a stento il nodo che si stava aggrovigliando all'altezza della gola.
" Ascolta anche tu la sua richiesta, ti prego. Sarai libera di rifletterci per qualche giorno in più e se intenderai restare qui a completare gli Studi di Violino, eventualmente anche quello delle Arti del servizio a Naamah, sarai sempre accolta. Comprendi? "
" Sì, Madame. "
" Prego, Monsieur. "
Etienne Thierri si sporse leggermente, appoggiando il bicchiere di cordiale che fino a pochi istanti prima aveva ondeggiato tra le sue belle mani.
" E' un piacere fare la vostra conoscenza, Mademoiselle. Permettete che vi presenti, sono Etienne Thierri. La mia casata possiede e amministra terre lungo la costa, al nord. La lunga malattia di mia sorella maggiore ci ha costretti a venire qui, perché ottenesse le cure migliori. " La voce si incrinò. " Le ha avute, ma disgraziatamente non sono state sufficienti. "
" Le mie condoglianze, Monsieur. "
Della penosa malattia di Françoise Thierri si era detto tutto e il contrario di tutto, più che giustamente le voci secondo le quali il loro rapporto di fratelli fosse particolare, erano rimaste tra i corridoi delle tredici case, almeno ufficiosamente.
Dall'espressione ironica che arricciò le sue labbra, Etienne Thierri sembrava conoscere molte di quelle voci.
" Vi ringrazio " disse, prima di proseguire. " Vedete, siamo appena usciti dal periodo di lutto, che abbia trascorso qui nella nostra residenza cittadina. Ora è tempo di tornare al nord e là mia nipote Sophie troverebbe difficilmente modo di preseguire gli studi che mia sorella aveva scelto per lei. "
Studi che la ragazzina non sembra voler approfondire. - pensò Shezanne, ricordando quanto si diceva dei capricci della giovane erede.
Annuì.
" Vorreste seguirci al nord, per permetterle di continuare lo studio della musica, delle lingue e dell'educazione che si richiede ad una fanciulla nobile della sua età? "
Una nuvolosità che si accordava perfettamente con il suo stato d'animo.
Rifiutare di presentarsi alla Vicaria era stato impensabile, anche se toglieva tempo prezioso alle sue ultime prove, prima del concerto che si sarebbe svolto quella sera.
Si guardò i polpastrelli che avevano pizzicato le corde del suo amato violino per ore, quella mattina.
Giunto il momento del pranzo, aveva dovuto arrendersi a riporlo, con la certezza di non poterlo riprendere in mano prima della metà del pomeriggio.
Andrà tutto bene, si ripeté.
Non era la paura di suonare male che l'agitava così tanto sin dal risveglio. O meglio, non era quella, principalmente.
Il suo timore era tutto per l'indomani, quando avrebbe dovuto comunicare la sua decisione. Si trattava di una decisione che le spettava solo formalmente, come mera scelta tra due alternative che erano state poste per lei da chi l'aveva affidata - ancora neonata - alle cure della servitrice di Casa Eglantine.
Una bambina in una cesta, le gote arrossate dal freddo, una pergamena posata sulla copertina.
" Shezanne...Cuore mio, non hai sentito? La Madre Vicaria ti ha chiamata. "
Alzò lo sguardo e annuì alla damigella, scusandosi con un sorriso. " Vado subito. "
Quando entrò nel salotto dove Madame Benòt attendeva, non fu sorpresa di trovarla in compagnia.
Senza soffermarsi sul volto dell'ospite, andò a inchinarsi su uno dei cuscini da genuflessione.
" Domando scusa per il ritardo, Madre. "
" Siediti su una sedia, Shezanne. Ti sei guadagnata questo e altro. "
Shezanne si alzò e raggiunse la seduta, con un cenno all'uomo che la guardava con fare assorto.
" Spero che intendiate restare per presenziare al concerto da camera, Monsieur Thierri. Shezanne saprà incantarvi, con la sua musica " disse Madame Benòt, carezzando i riccioli color miele della giovane.
" Lo farò certamente, con molto piacere. "
" Shezanne, non ti ho convocato per avere la tua risposta prima del tempo. Tuttavia, il motivo di questo incontro riguarda la tua decisione, in un certo senso. Ti offre una terza strada da percorrere, nella quale si potrebbero realizzare le volontà dei tuoi genitori. "
Shezanne attese, concentrando lo sguardo sulla pacata severità della Vicaria, ben consapevole di essere osservata dal suo ospite.
Era un uomo giovane, molto compito. Molto diverso dal volto che si era immaginata dopo aver sentito a lungo parlare di lui. Gli adepti di Casa Eglantine erano noti per le loro virtù artistiche, non di meno per la frivolezza di cui erano capaci.
Sulla bellezza di Monsieur Thierrì, non avevano esagerato. Aveva capelli bruni, lunghi fino alle spalle, occhi di un caldo color castano. Il suo modo di scrutarla non era indecoroso, ma non mancò di infonderle un sottile disagio.
Anche la sua presenza lì era legata al motivo della sua convocazione, Shezanne ne era sicura.
Perchè?
" Shezanne, tu sai bene che la scelta se intraprendere il servizio a Naamah spetta unicamente a te. Saremmo lieti di ospitarti per altri cento anni, a Casa Eglantine. L'hai onorata e continui a farlo con il tuo comportamento e con il tuo talento. La richiesta che ha fatto questo mio ospite alla Casa ha però tracciato un'altra via possibile.
Monsieur Thierrì ha fatto richiesta di una adepta della nostra Casa, una giovane talentuosa che possa rispondere ad alcune sue precise esigenze. Io ho pensato a te. "
Shezanne annuì, nascondendo a stento il nodo che si stava aggrovigliando all'altezza della gola.
" Ascolta anche tu la sua richiesta, ti prego. Sarai libera di rifletterci per qualche giorno in più e se intenderai restare qui a completare gli Studi di Violino, eventualmente anche quello delle Arti del servizio a Naamah, sarai sempre accolta. Comprendi? "
" Sì, Madame. "
" Prego, Monsieur. "
Etienne Thierri si sporse leggermente, appoggiando il bicchiere di cordiale che fino a pochi istanti prima aveva ondeggiato tra le sue belle mani.
" E' un piacere fare la vostra conoscenza, Mademoiselle. Permettete che vi presenti, sono Etienne Thierri. La mia casata possiede e amministra terre lungo la costa, al nord. La lunga malattia di mia sorella maggiore ci ha costretti a venire qui, perché ottenesse le cure migliori. " La voce si incrinò. " Le ha avute, ma disgraziatamente non sono state sufficienti. "
" Le mie condoglianze, Monsieur. "
Della penosa malattia di Françoise Thierri si era detto tutto e il contrario di tutto, più che giustamente le voci secondo le quali il loro rapporto di fratelli fosse particolare, erano rimaste tra i corridoi delle tredici case, almeno ufficiosamente.
Dall'espressione ironica che arricciò le sue labbra, Etienne Thierri sembrava conoscere molte di quelle voci.
" Vi ringrazio " disse, prima di proseguire. " Vedete, siamo appena usciti dal periodo di lutto, che abbia trascorso qui nella nostra residenza cittadina. Ora è tempo di tornare al nord e là mia nipote Sophie troverebbe difficilmente modo di preseguire gli studi che mia sorella aveva scelto per lei. "
Studi che la ragazzina non sembra voler approfondire. - pensò Shezanne, ricordando quanto si diceva dei capricci della giovane erede.
Annuì.
" Vorreste seguirci al nord, per permetterle di continuare lo studio della musica, delle lingue e dell'educazione che si richiede ad una fanciulla nobile della sua età? "
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anxious
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